Il metodo Charmat

Il metodo Charmat

Ritorno a parlare di vino spumante perché se è vero che il metodo classico, fermentazione in bottiglia, è merito dei francesi il metodo Charmat, fermentazione in autoclave, a dispetto del nome, è italiano.

Nel 1895 l’astigiano Federico Martinotti brevettò il suo metodo di fermentazione e, qualche anno dopo nel 1910, il tecnico francese Eugene Charmat brevettò l’attrezzatura.

Vini principe per il metodo Martinotti-Charmat sono il prosecco, il moscato ed i vini frizzanti rossi.

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Il vino fermo viene fatto rifermentare in autoclave con aggiunta di lieviti e zuccheri e a pressione e temperatura controllate dai trenta giorni ai sei mesi.

Rispetto ad un metodo classico, visti i tempi brevi di fermentazione, il vino sarà leggero, fresco e fruttato con bollicine più grossolane.

Il consiglio di questa settimana è di provare su una pizza margherita un vino rosso frizzante servito a 12 gradi: il Gragnano dei Monti Lattari.

Bisogna comunque dare atto ai francesi della loro superiore capacità di comunicazione perché mentre noi parliamo di bollicine, termine quasi infantile, loro dicono perlage e l’immagine dei fili di perle che si alzano senza mai interrompersi dal fondo del calice è poesia.

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3 pensieri riguardo “Il metodo Charmat

    1. Secondo me il gusto personale vince sempre su tutto. Magari, considerando il frizzante del moscato e la rusticità del fragolino, potrebbe provare due rossi vivaci non troppo comuni come la Bonarda dell’Oltrepò Pavese ed il Gragnano della costiera Sorrentina.

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