Ratafia

Ratafia

“Ut rata fiat” la frase con la quale il notaio siglava un atto brindando con un calice di liquore, sembra questa l’origine del nome della Ratafia abruzzese.

La ricetta tradizionale prevede la macerazione di amarene e vino al sole per quaranta giorni, poi la prima filtrazione seguita dall’aggiunta di alcool e zucchero e, dopo due settimane, la seconda filtrazione e l’imbottigliamento.

                            amarene 1

Il liquido che ne deriva è rosso scuro, denso, con un profumo di amarene mature sorretto dalla spalla robusta dei tannini del Montepulciano ed ingentilito dal velluto dell’alcool e dello zucchero.

Da bere come fine pasto sulla pasticceria secca, regge bene anche il cioccolato fondente, può impreziosire una macedonia di frutta fresca o anche un gelato alla vaniglia.

 

 

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